ISTRUZIONE SUPERIORE

Come affrontare il primo colloquio di lavoro

Capitoli

  1. Primo colloquio di lavoro: come prepararsi
  2. Consigli per il primo colloquio di lavoro


Il primo colloquio di lavoro è sempre un momento di grande tensione per un neodiplomato o neolaureato. Aiuta tuo figlio a prepararsi al meglio e ad arrivare al colloquio tranquillo e sicuro di sé, leggi i nostri consigli. 💪

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Primo colloquio di lavoro: come prepararsi

 

Spesso un ragazzo appena uscito dal mondo della scuola tende a vedere il colloquio di lavoro come un esame o un’interrogazione, affrontandolo con un atteggiamento passivo, come se dovesse dimostrare all’intervistatore di “aver studiato”. 🤓

Il tuo compito di genitore è quello di aiutare tuo figlio a cambiare mentalità e approcciarsi al suo primo colloquio con un atteggiamento proattivo, che miri a dimostrare al datore di lavoro di essere la persona giusta per quel ruolo. 🎯

È normale sentirsi tesi nell’affrontare questo passo importante: ogni prima volta nella vita ci fa sentire a disagio e ci fa temere di non essere pronti, ma con un po’ preparazione è possibile arrivare al primo colloquio con la necessaria serenità e determinazione per fare un’ottima figura. 🏆

Informarsi sull’azienda

Il primo passo per arrivare preparati a un colloquio di lavoro è informarsi il più possibile sull’azienda per cui intendiamo candidarci. Dove cercare le informazioni? Se la compagnia ha un sito internet, puoi sfogliare le pagine inerenti a vision e mission, per farti un’idea di quali sono i principi su cui si fonda l’azienda. Se invece il sito internet non c’è, esistono alcune piattaforme online come Glassdoor, su cui è possibile leggere le recensioni lasciate dai dipendenti stessi riguardo l’azienda.

Leggere con attenzione l’offerta di lavoro

Anche l’offerta di lavoro va letta con grande attenzione perché spesso contiene dettagli importanti sul tipo di figura che l’azienda sta cercando. Per esempio, se nella descrizione del ruolo c’è scritto “spiccate doti comunicative” la compagnia è probabilmente alla ricerca di un dipendente che sia in grado di relazionarsi con il pubblico. Al colloquio tuo figlio potrebbe quindi citare quella volta che ha tenuto una presentazione di fronte a tutta la scuola, o parlare del suo lavoro estivo come commesso che gli ha permesso di acquisire ottime doti comunicative con la clientela. 👏

Puntare sulle soft skills

Essendo il primo colloquio, tuo figlio non avrà molte esperienze lavorative alle spalle, se non forse qualche lavoretto estivo o qualche mese di volontariato. Non c’è da preoccuparsi per questo, perché non avere esperienza non significa essere un candidato meno valido. Se tuo figlio è stato chiamato per il colloquio significa che l’azienda è rimasta colpita dal suo curriculum e che i suoi titoli accademici sono in linea con quello che l’azienda cerca.

Inoltre, l’esperienza lavorativa non è l’unica cosa importante per i datori di lavoro: le giuste soft skills e una forte motivazione ad imparare il mestiere possono spingere l’azienda a scegliere un candidato alle prime armi.

Consigli per il primo colloquio di lavoro

 

Arrivare in anticipo e portare una copia del curriculum

Mostrarsi persone puntuali e organizzate è un grande vantaggio in ogni ambiente lavorativo. Al contrario, arrivare in ritardo a un colloquio di lavoro sarebbe un grande passo falso che porterebbe le risorse umane a scartare il curriculum di tuo figlio. Sveglia presto quindi ⏰, così da avere il tempo necessario per prepararsi e arrivare puntuali all’appuntamento.

Un altro consiglio è quello di portare con sé uno o più curriculum stampati (nonostante l’intervistatore abbia già la versione digitale), così che ogni persona presente al colloquio possa avere sott’occhio i dettagli dell’intervistato.

Prepararsi a rispondere alle domande più frequenti

Qualsiasi sia la posizione per cui tuo figlio intende candidarsi, ci sono alcune domande standard che si incontrano a ogni colloquio di lavoro. Stiamo parlando di quelle domande che tutti temono, a cui è sempre difficile rispondere, e per cui vale la pena prepararsi una risposta pronta. Eccone alcune:

  • Parlami di te
  • Quali sono le tue migliori qualità e quali i tuoi difetti?
  • Perché dovremmo assumerti?

Altre domande classiche delle risorse umane sono:

  • Cosa ti ha colpito di questa offerta di lavoro?
  • Perché credi di essere adatto/a a questa posizione?
  • Ti senti a tuo agio a lavorare in gruppo?
  • Come ti vedi tra 10 anni?
  • Quali sono i tuoi obiettivi di carriera?
  • Come ti descriverebbero i tuoi genitori o i tuoi amici?

Non recitare un copione

È giusto prepararsi una risposta pronta alle domande più frequenti, ma attenzione a non cadere in modalità “pilota automatico”. Imparare delle risposte a memoria per sembrare più sicuri di sé può avere il risultato opposto. Immagina se tuo figlio, preso dall’agitazione, dimenticasse improvvisamente il suo discorso pronto: finirebbe in preda all’ansia e farebbe scena muta. 🙊

Meglio quindi allenarsi a rispondere a domande di vario genere e lasciare spazio all’improvvisazione: una personalità assertiva fa sempre un'ottima figura in fase di colloquio. 

👉 Attenzione anche al linguaggio del corpo: una postura troppo rigida e uno sguardo sfuggente possono essere interpretati come timidezza e scarsa fiducia nelle proprie capacità.

Fare domande

Infine, normalmente verso la fine del colloquio, l’intervistatore chiede all’intervistato se ha qualche domanda da fare riguardo alla posizione per cui si sta candidando (o in generale sull’azienda). Questa è un’occasione d’oro per tuo figlio per dimostrare di essere realmente interessato al lavoro. Fare domande sui progetti dell’azienda, sulle possibilità di carriera, o sulle proprie future mansioni, sono tutti modi per mostrare iniziativa e motivazione, doti sempre molto apprezzate dai datori di lavoro. 😉

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