STORIE E CONSIGLI DEI TUTOR GOSTUDENT

Intervista a Eleonora Migotto: insegnare a ragazzi con DSA

Insegnare a ragazzi con DSA? Eleonora Migotto, tutor GoStudent, ci parla delle strategie utili per elevare il potenziale scolastico dei ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento.

Eleonora ha 37 anni e una formazione di tipo psicologico. Da diversi anni è educatrice professionale, ha lavorato con tantissimi alunni di età diverse e da circa un anno collabora con GoStudent come tutor.

 

Ci puoi parlare dei diversi tipi esistenti di DSA?

La sigla DSA sta per disturbi specifici dell’apprendimento. Questi disturbi sono divisi in tre categorie:

  • Compromissione della lettura

  • Compromissione dell’espressione scritta

  • Compromissione del calcolo

Prima di diagnosticare un problema di DSA, è necessario accertarsi che le difficoltà del bambino non derivino da problemi di linguaggio (per esempio causate dall’appartenenza ad un’altra cultura), che persistano da più di 6 mesi e che, nonostante alcuni aiuti, non si siano ancora risolte.

La parola “disturbo” non deve spaventare, sono tante le persone che convivono quotidianamente con un DSA.

Il DSA è solo una piccola sfaccettatura dell’identità di una persona. Dire “alunno DSA” è sbagliato perché significa etichettare il bambino, è corretto invece dire “alunno con DSA”, perché il disturbo va ad inficiare solo una parte delle sue capacità.

Possiamo spiegare questo concetto con la metafora degli occhiali: tantissimi di noi hanno difficoltà di vista, ma grazie ad uno strumento compensativo (gli occhiali appunto), possiamo vedere benissimo e recuperare il nostro deficit. Allo stesso modo, gli alunni con DSA, con il supporto di strumenti adeguati, possono raggiungere qualsiasi obiettivo.

Che difficoltà hai riscontrato nella tua esperienza di insegnamento ad alunni con DSA?

Nella mia esperienza ho avuto modo di notare che ciò che frena di più gli alunni è la paura di essere etichettati e la bassa autostima.

Nella maggior parte dei casi c’è un problema di interferenza emotiva che porta lo studente a diventare molto rinunciatario, spesso a causa di insegnanti che lo hanno fatto sentire criticato.

Anche le difficoltà di concentrazione sono un aspetto comune a molti ragazzi con DSA.

Un altro problema che ho riscontrato è la poca stimolazione ad utilizzare strumenti già presenti sui libri, come riassunti e mappe concettuali. Ho collaborato anche con professori per creare verifiche più adatte a questi ragazzi.

Con i miei alunni ho lavorato per riuscire ad abbattere tutti i muri che sentivano di avere intorno per riuscire ad esprimere i loro talenti.

Autostima, autoefficacia e “sentire di poter fare” rimangono gli strumenti più importanti che noi tutor, insegnanti e genitori possiamo fornire ai nostri ragazzi.

Come strutturi le tue lezioni con studenti con DSA?

Solitamente strutturo un percorso di lezioni. La cosa più importante (e spesso trascurata) è insegnare a fare. Tutti gli alunni nella loro carriera scolastica si trovano a dover affrontare dei compiti come “schematizza”, “studia”, ecc… che magari nessuno gli ha mai insegnato a svolgere.

Nelle mie lezioni inizio quindi fornendo alcuni schemi, per poi insegnare gradualmente come si costruiscono. Voglio che fin dall’inizio l’alunno ottenga piccoli risultati e si renda conto di essere in grado di fare.

Gli schemi e i materiali che propongo mi aiutano anche a capire quale sia il metodo di insegnamento più adatto a quello studente.

Quali tipi di DSA hai avuto modo di affrontare e aiutare?

Io ho lavorato principalmente con alunni con dislessia e difficoltà nelle materie umanistiche.

Ho avuto la fortuna di accompagnare uno studente dalla terza elementare fino alle superiori.

Con lui ho lavorato molto sullo sviluppo dell’autostima. Il ragazzo si sentiva molto giudicato e credeva poco in sé stesso, nonostante avesse tutte le capacità per poter fare. Spesso dimentichiamo quanto le nostre emozioni possano interferire con la nostra capacità di studiare e ricordare.

Hai qualche consiglio su come conquistare l’attenzione dello studente?

È molto importante, soprattutto se conosciamo poco lo studente, partire da immagini e video che possano collegarsi a elementi presenti nella sua vita. Lo stimolo visivo è utile soprattutto per gli studenti delle ultime generazioni, che utilizzano la vista come strumento principale di apprendimento.

Altri consigli sono:

  • Fare attenzione allo sfondo (un background particolarmente colorato può distrarre lo studente)

  • Insegnare ad usare in modo efficace lo spazio (per esempio distribuendo bene gli elementi nel foglio quando si crea uno schema)

  • Rendere lo studente protagonista, invitandolo a condividere lo schermo.

E quando hai bisogno di riconquistare l’attenzione di uno studente distratto?

Innanzitutto dobbiamo ricordare che l’attenzione è (per tutti) composta da alti e bassi.

A volte il DSA porta ad essere un po’ più rinunciatari e distratti rispetto agli altri studenti.

La mia strategia è ripetere più volte i concetti chiave durante la lezione. La ripetizione è molto importante per l’apprendimento.

È anche fondamentale che lo studente si senta libero di dire che è stanco e che ha bisogno di prendere una pausa. Possiamo insegnargli delle piccole strategie utili anche in classe per recuperare l’attenzione: alzarsi un attimo dalla sedia, bere un goccio d’acqua, fare dei respiri insieme.

Come riesci a motivare gli studenti?

Tendo a complimentare i miei studenti per ogni piccolissimo passo che fanno. A volte noi tutor e insegnanti diamo per scontato (sbagliando) che ciò che è semplicissimo per noi lo sia anche per i nostri studenti.

Per costruire una forte autostima è buona regola riconoscere anche gli step più piccoli e valorizzare risultati non perfetti.

È importante anche insegnare ai ragazzi a comunicare e spiegare ai professori quali difficoltà hanno riscontrato nella verifica. Se l’elemento che ha generato difficoltà è facilmente modificabile è possibile arrivare a grandi miglioramenti in poco tempo.

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