ESSERE GENITORI, DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO

Autismo spiegato ai bambini? Ecco come fare

Capitoli

  1. Autismo e bambini. Sai cos’è?
  2. Come spiegare ai bambini l’autismo
  3. Autismo nei bambini piccoli: come comportarsi?

L’autismo è una condizione che riguarda un sempre crescente numero di bambini, grazie a maggiore attenzione e diagnosi più precise e numerose. Come parlare con i bambini? Cosa fare se tuo figlio è autistico e devi spiegare l’autismo agli altri tuoi figli?

autism

Autismo e bambini: sai cos'è?

 

Prima di spiegare l’autismo ai bambini, assicuriamoci di aver ben compreso cosa sia. Sicuramente una diagnosi che spaventa 😱, quantomeno all’inizio; altrettanto certamente, un “fenomeno” in crescita, grazie all’aumento di quantità e validità degli screening.

Si stima che a livello mondiale i soggetti autistici siano l’1-2% di tutta la popolazione, in prevalenza maschi; la diagnosi avviene solitamente nei primi tre anni di vita del bambino, ma non sono rare le diagnosi tardive, soprattutto per quanto riguarda le forme di autismo ad alto funzionamento, come la sindrome di Asperger recentemente portata agli onori delle cronache da Elon Musk e Greta Thunberg.

In realtà più che di autismo bisognerebbe parlare di Disturbi dello Spettro Autistico: l’autismo può assumere tali e tante diverse sfumature che la comunità medica mondiale ha deciso per questa denominazione “più inclusiva”. Ma in cosa consistono esattamente questi disturbi?


L’autismo è una neurodiversità che comporta una diversa percezione sensoriale dell’ambiente 👂. I bambini autistici hanno un diverso modo di pensare e comunicare rispetto agli altri bambini, le cui conseguenze sono:


  • Difficoltà nella comunicazione sociale
  • Comportamenti inusuali, rigidi e ripetitivi (anche disturbo ossessivo-compulsivo)
  • Difficoltà nello sviluppo linguistico
  • Interessi ristretti
  • Difficoltà nelle abilità socio-relazionali
  • Difficoltà di regolazione emotiva


Come spiegare ai bambini l'autismo

 

Un bambino autistico dovrà affrontare il percorso scolastico esattamente come tutti gli altri bambini. Sorge quindi la necessità di spiegare l’autismo ai bambini con cui si troverà a interagire in classe, ma anche a eventuali fratelli e sorelle e amichetti di questi ultimi. Questo perché, come abbiamo visto, i bambini autistici hanno comportamenti che possono apparire strani e incomprensibili agli altri (ad esempio: dondolare il busto, battersi le mani sulle orecchie, girare su sé stessi, giocare in modo ossessivo con le mani…).

Problema insormontabile? Niente affatto: i bambini hanno straordinarie risorse che, in parte, noi adulti abbiamo perso, prima tra tutte quella di un’innata inclusività, se non vengono esposti a modelli che li invitano al rifiuto di ciò che è diverso ⛔. Dunque per un bambino sarà più semplice di quanto pensiamo accettare e interagire con un compagno autistico.

Ecco qualche consiglio per spiegare ai bambini l’autismo:


Essere inclusivi, soprattutto in classe

 

Il bambino autistico deve poter frequentare il gruppo classe. Ne ha bisogno per uno sano sviluppo ed è corretto che questa possibilità gli venga assicurata; dunque se in classe c’è qualcuno di “diverso”... cosa cambia? Aiuta tuo figlio a capire che siamo tutti diversi, siamo tutti unici, ed essere inclusivi è un requisito fondamentale per una serena convivenza sociale 👫.


No alle definizioni da manuale

 

Non serve spiegare a un bambino piccolo cos’è l’autismo a livello neurologico: non capirebbe e, anzi, percepirebbe il bambino autistico come “distante”. Spiega a tuo figlio perché il suo compagno (o suo fratello/sorella) è diverso da lui: come percepisce diversamente gli stimoli sensoriali e cosa comporta ciò. Aiutalo a fargli capire le motivazioni dei comportamenti strani del soggetto autistico, facendo esempi sulle sue specifiche azioni, non sull’autismo in generale.


Sì ai paragoni

 

Le manifestazioni dei bambini autistici spesso sono semplicemente una versione “esagerata” delle stesse manifestazioni degli altri bambini: la gioia, la paura, la rabbia, l’ansia le manifestano in maniera differente, più estrema, ma sono le stesse che provano tutti gli altri bambini. Fai paragoni per far capire a tuo figlio che se quando è felice si comporta in una data maniera, il bambino autistico quando è felice reagisce in una maniera differente. Ma l’emozione che provano è la medesima. 😀



Spiega il perché dei comportamenti aggressivi

 

Spesso i bambini autistici possono diventare aggressivi di colpo, apparentemente senza un motivo. Ma un motivo c’è sempre e la reazione improvvisa è dovuta alla loro differente e acuita sensibilità. Spiegalo a tuo figlio: se ti racconta un episodio che lo ha colpito, o che lo ha fatto rimanere male, aiutalo a fargli capire quale può essere stato il motivo scatenante della rabbia 😡. In questa maniera comprenderà meglio le reazioni del bambino autistico e imparerà a interagire con lui in maniera più opportuna.


Bambino autistico in famiglia? Fatti aiutare dal terapeuta

 

Se hai un figlio autistico e sperimenti difficoltà nel rapporto tra lui/lei e gli altri tuoi figli, chiedi al terapeuta che segue tuo figlio di aiutarti nel contesto famigliare. Lo specialista sa come aiutare i bambini a comprendere l’autismo e rapportarsi con esso nella quotidianità.

 

Autismo nei bambini piccoli: come comportarsi?

 

Abbiamo detto prima che l’autismo solitamente si manifesta nei primi tre anni di vita di un bambino 👶. Ora non è necessario diventare ossessivi nel monitorare lo sviluppo del proprio bambino, ma devi sapere che gli esperti concordano nel dire che in merito all’autismo, prima si interviene e meglio è.

Diagnosi e trattamento precoci possono fare davvero una grande, grandissima differenza nell’evoluzione (positiva) della condizione nel tempo. Perché l’autismo non “guarisce”: evolve assieme al bambino che cresce, dunque meglio iniziare il prima possibile a conoscerlo e imparare e conviverci in maniera funzionale.

Quali sono i segnali a cui devi prestare attenzione?


  • Comportamenti atipici (ripetitivi, inconsueti, ossessivi, inadatti al contesto);
  • Difficoltà nel linguaggio o bambino che non parla;
  • Difficoltà nella crescita in relazione ai coetanei (bambino che non cammina/cammina molto in ritardo ecc.).

Cosa fare in questo caso?


  1. Rivolgiti al tuo pediatra 😷. E’ sempre lui il primo specialista di riferimento;
  2. Se ti propone degli accertamenti, falli. Se non te li propone ma credi sia il caso, insisti per farli: i genitori sono i primi (e unici) “esperti conoscitori” dei propri figli;
  3. Se hai il dubbio che tuo figlio sia autistico, rivolgiti al servizio di Neuropsichiatria infantile della tua Asl;
  4. Confrontati con altri genitori.

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