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Il verbo essere

Capitoli

  1. Cose da sapere sul verbo essere (nelle lingue latine)
  2. I significati del verbo essere
  3. Le funzioni logiche del verbo essere
  4. Verbo essere latino
  5. Verbo essere italiano
  6. Verbo essere francese
  7. Verbo essere spagnolo
  8. Verbo essere inglese

 

Sembra un argomento così banale da non valere nemmeno la pena approfondire, in fondo “Io sono” e “Tu sei” sono fra le prime frasi di senso compiuto che impariamo a dire quando iniziamo a parlare. Il verbo essere, però, è tutt’altro che facile e lineare: ha una coniugazione irregolare, più di una radice, molti significati e funzioni diverse all’interno della frase.  

Se stai studiando il verbo essere in latino, francese, spagnolo o inglese, in questo articolo troverai tutto quello che c’è da sapere sulle irregolarità, i significati e gli usi del verbo “principe” di tutte le lingue. 🤴study-learn-languages (1)

Cose da sapere sul verbo essere (nelle lingue latine)

 

Il verbo essere presenta delle caratteristiche comuni in tutte le lingue latine.

Quali sono le lingue latine? Vengono chiamate anche romanze o neolatine e sono le lingue che si sono sviluppate dalla comune radice latina. Le principali lingue latine sono:

  • L’italiano
  • Lo spagnolo (e tutte le sue varianti diffuse in America Latina)
  • Il francese
  • Il portoghese (e la sua variante brasiliana)
  • Il romeno

⭐️ Curiosità: l’italiano è la lingua romanza che si è mantenuta più simile al latino, mentre il francese è la più divergente. 

🤔 E l’inglese? Ti chiederai perché abbiamo incluso anche l’inglese in questo articolo se non fa parte delle lingue derivate dal latino. La ragione è semplice: è vero che l’inglese è una lingua germanica, ma durante la sua evoluzione è stato fortemente influenzato dal latino (anche grazie alle conquiste dell’impero romano). Troviamo quindi molte somiglianze tra il verbo essere delle lingue latine e il verbo essere inglese.

Inoltre, sia le lingue romanze che le lingue germaniche fanno parte della stessa grande famiglia linguistica delle lingue indoeuropee.

Quali sono quindi i tratti comuni di cui abbiamo parlato?

Il verbo essere è irregolare

In tutte le lingue derivate dal latino il verbo essere è un verbo irregolare. Ciò significa che non segue le comuni coniugazioni della lingua di riferimento, ma presenta delle anomalie nella radice, nel tema o nelle desinenze.

Molte volte i verbi irregolari in una lingua sono quelli più usati, perché tendono a subire delle modifiche nel parlato. Ecco perché in tantissime lingue i verbi essere e avere risultano essere irregolari.

⚠️ Attenzione: non confondere i verbi irregolari con i verbi difettivi, che sono verbi ai quali mancano alcune voci. Al verbo splendere, per esempio, manca il participio passato.

👉 Osserva queste voci del verbo essere in italiano:

sono - sei - è - era - sarò - fui

Come puoi notare, radice e desinenze del verbo cambiano anche in maniera drastica. Le parole “sono” e “fui”, per esempio, non hanno nemmeno una lettera in comune, pur essendo entrambe voci del verbo essere.

Il verbo essere è ausiliare

In tutte le lingue romanze (e anche in inglese) il verbo essere ha il ruolo di ausiliare, cioè aiuta gli altri verbi a formare i tempi composti.

Per esempio:

Io sono stato (italiano)

Je suis allé (francese)

I’m going (inglese)

Ovviamente, il verbo essere non è l’unico ausiliare: in italiano e francese esiste anche il verbo avere, in spagnolo abbiamo ser, estar, tener e haber, in inglese be, have, do e will.

✳️ In italiano e in francese il verbo essere è ausiliare nei seguenti casi:

  • Quando il verbo è alla forma passiva
  • Con i verbi di movimento
  • Con i verbi di cambiamento
  • Con i verbi riflessivi

✳️ In inglese l’ausiliare essere serve a creare le forme progressive e quelle passive.

✳️ Nella lingua latina il verbo essere serviva unicamente a formare il passivo dei verbi. La lingua spagnola ha mantenuto questa regola, infatti in spagnolo i tempi composti si formano solo ed esclusivamente con l’ausiliare avere. L’ausiliare essere è impiegato unicamente per formare il passivo.

Esempio:

Estos libros fueron escritos por Stephen King (Questi libri sono stati scritti da Stephen King)

Il verbo essere è intransitivo

Essere è sempre intransitivo perché non regge mai un complemento oggetto diretto.

 

I significati del verbo essere

 

Se cerchi il verbo essere sul dizionario (in qualsiasi lingua) troverai una miriade di significati e sinonimi. Questo accade non solo perché, come abbiamo visto, è uno dei verbi più usati, ma anche perché il verbo essere ha un doppio valore: quello lessicale (quando esprime un significato proprio) e quello grammaticale (quando viene usato come ausiliare, copula o per formare costruzioni verbali).

In generale il verbo essere serve ad esprimere 3 concetti:

  • L’esistenza in un determinato luogo (sinonimo di esistere, stare o trovarsi)
  • Una qualità del soggetto
  • Un’appartenenza

👉 In latino esiste anche una costruzione particolare (chiamata dativo di possesso) che conferisce al verbo essere il significato di “avere”.

Vediamo un esempio:

Est homini cum deo similitudo (L’uomo ha una somiglianza con il dio)

 

Le funzioni logiche del verbo essere

 

In analisi logica il verbo essere può avere due funzioni: predicato nominale o predicato verbale. Quando essere dà origine a un predicato nominale viene detto copula.

Verbo essere copula (predicato nominale)

Copula è una parola latina che significa “unione”, “legame”. Unire, infatti, è quello che fa il verbo essere quando esercita la funzione di predicato nominale.

Nello specifico, il verbo essere unisce un soggetto a una parte nominale (aggettivo o apposizione) che si riferisce ad esso.

Per esempio:

Elena Bianchi è la professoressa di italiano

Matteo è uno scienziato

Anna è simpatica

Verbo essere predicato verbale

Quando non è copula, il verbo essere si classifica come predicato verbale. Precisamente in questi 3 casi:

  • Quando fa da ausiliare a un altro verbo
  • Quando significa stare/esistere/restare/trovarsi o appartenere
  • Quando è seguito da una preposizione semplice o articolata

Per esempio:

Giulio è cresciuto parecchio (essere è ausiliare di “crescere”)

Il gatto è fuori in giardino (essere ha il significato di “trovarsi”)

Il cappello è di Martina (essere è seguito dalla preposizione semplice “di”)

Ora che abbiamo ripassato le caratteristiche principali del verbo essere nelle lingue latine e indoeuropee, andiamo a vedere quali sono le sue particolarità in latino, italiano, francese, spagnolo e inglese. 👇

 

Verbo essere latino

 

Il verbo essere latino è sum. Il suo paradigma (cioè l’insieme dei temi di coniugazione del verbo) è:

Sum, es, fui, esse

Come puoi vedere, il presente indicativo (analogamente a italiano, francese e spagnolo) ha due temi: s- e es-, che si alternano nelle varie persone. Fui è il tema del perfetto, mentre esse è l’infinito presente del verbo.

Il verbo sum ha alcune particolarità rispetto, ad esempio, al verbo essere italiano. Una di queste è il modo in cui forma il perfetto, il tempo latino che equivale al passato prossimo, passato remoto e trapassato remoto italiano.

Mentre in italiano i tempi composti si formano unendo l’ausiliare essere al participio passato, in latino il perfetto si ottiene semplicemente cambiando il tema del verbo.

Esempio:

Io sono stato (passato prossimo italiano) → Fui (perfetto latino)

Io fui (passato remoto italiano) → Fui (perfetto latino)

Io fui stato (trapassato remoto italiano) → Fui (perfetto latino)

👉 Inoltre, ricorda che in latino essere è usato come ausiliare solo al passivo.

 

Verbo essere italiano

 

Dovremmo tutti saperlo alla perfezione, dopotutto è il verbo principale della grammatica italiana, ma purtroppo c’è ancora chi dimentica il congiuntivo o sbaglia ad usare il passato.

Conoscere bene il verbo essere italiano in tutte le sue forme, irregolarità e utilizzi è indispensabile per saper scrivere e parlare bene la nostra lingua. I nostri tutor GoStudent hanno preparato per te una tabella PDF con la coniugazione completa da consultare al bisogno.

 

Verbo essere francese

 

Un aspetto risulta particolarmente ostico quando si studia il verbo essere francese: la pronuncia. Se la grammatica infatti è molto simile a quella italiana, scrittura e pronuncia sono estremamente diverse e danno non pochi problemi a chi studia il francese come lingua straniera.

Esempio: Vous êtes (voi siete) si pronuncia “vous et”.

👉 Altra differenza da considerare è che l’ausiliare del verbo essere francese (être) non è essere (come in italiano) ma avere.

Esempio: Elle a été malade toute la semaine dernière (lei è stata malata tutta la settimana scorsa)

 

Verbo essere spagnolo

 

In spagnolo, non abbiamo uno ma ben due verbi essere: ser e estar. Il verbo ser è usato per descrivere situazioni e caratteristiche permanenti, mentre il verbo estar per parlare di stati momentanei e della posizione di persone o cose nello spazio.

Si tratta di una differenza che crea confusione soprattutto per noi parlanti di italiano, ma con un po’ di esercizio si può riuscire a distinguere facilmente tra i due.

👉 Un’altra peculiarità del verbo essere spagnolo è il fatto che non viene (quasi) mai usato come ausiliare. L’ausiliare dei tempi composti in spagnolo è di regola haber, mentre il verbo essere diventa ausiliare solo nel caso di una frase passiva.

 

Verbo essere inglese

 

“To be or not to be?” Che anche Shakespeare abbia avuto qualche difficoltà con il verbo essere in inglese? Scherzi a parte, il verbo inglese to be genera parecchia confusione tra gli studenti, se non altro per le sue otto forme irregolari: am, is, are, was, were, being e been.

Oltre a questo, i suoi tempi composti si formano con ben tre ausiliari diversi:

Will → per i tempi futuri

Would → per il condizionale

Have → per i tempi passati

Be → per i tempi progressivi

E non possiamo dimenticare le forme contratte, così amate e usate dai parlanti inglesi: I’m, you’re, he’s, she’s, it’s, we’re e they’re.

Conoscere bene il verbo essere in italiano ti aiuta a imparare velocemente la sua coniugazione anche nelle altre lingue. 🚀

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