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Scuola e istruzione: ecco una panoramica di aprile 2022

Capitoli

  1. Doppia laurea: ora è possibile 
  2. Approvato il Family Act: quali sono le novità per la scuola?
  3. Nuove regole per diventare insegnanti
  4. Oltre 103.000 ragazzi hanno abbandonato la scuola, soprattutto al Nord

 

Anche gli studenti italiani potranno acquisire la doppia laurea, iscrivendosi contemporaneamente a due percorsi diversi. È la più grande novità dal mondo della scuola e dell’università nel mese di aprile.

Buone notizie per i genitori: è stato approvato un nuovo piano famiglia chiamato Family Act che aiuta la genitorialità promuovendo l’uguaglianza di genere, l’autonomia dei giovani e offrendo sgravi e contributi per spese scolastiche e attività culturali dei figli.

Cambiano ancora le regole per l’accesso all’insegnamento. Non bastano più la laurea magistrale, il concorso e i famosi 24 crediti formativi universitari. Il percorso verso la cattedra si fa più esigente per promuovere la qualità nella scuola italiana.

In attesa del report sulla dispersione scolastica del Miur, trapelano notizie di un aumento dei casi di abbandono scolastico dovuti al Covid. Questo campanello di allarme serve a prestare più attenzione per supportare gli studenti delle superiori.

 

Doppia laurea: ora è possibile 

 

La più grande novità del mese di aprile è sicuramente la possibilità di iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea, prendendo un doppio diploma con valore legale. Il 6 aprile, il Senato ha votato la proposta di legge che prevede appunto, che non sia più vietato frequentare due corsi universitari: laurea triennale, laurea magistrale, master e istituti superiori a statuto speciale (es. ITS, Accademia di Belle Arti, Conservatorio). 

Ci sono però delle regole precise:

  • Lo studente può frequentare due corsi di laurea/master della stessa facoltà
  • Non può iscriversi allo stesso corso di laurea in due università diverse
  • Ma può iscriversi a due corsi di laurea diversi in due università diverse
  • Può frequentare contemporaneamente un corso di laurea e un master o dottorato (eccetto la specializzazione in medicina)
  • Può seguire dottorato o master + specializzazione in medicina
  • Può iscriversi contemporaneamente all’università in Italia e all’estero

La borsa di studio vale per una sola università frequentata, ma gli esoneri e la riduzione delle tasse universitarie valgono per entrambi gli atenei a cui si è iscritti.

Siamo in attesa del decreto di attuazione per questo storico risultato. 

Potenzialmente, si potranno accorciare i tempi per terminare gli studi e specializzarsi, per esempio frequentando corso di laurea più master insieme. Non si perderanno anni o semestri dietro a bandi di dottorato o specializzazione a cui non ci si può iscrivere perché tecnicamente ancora non si ha la laurea (magari manca solo la discussione della tesi).

Si potrà dare al percorso accademico una sua individualità, per esempio studiando filosofia e informatica, musica e ingegneria, giurisprudenza e lingue, le combinazioni sono le più disparate. 

Un altro vantaggio è che si può studiare contemporaneamente nelle migliori università italiane e nei migliori atenei esteri.

 

Approvato il Family Act: quali sono le novità per la scuola?

 

Il 6 aprile il Senato ha approvato anche il Family Act, un pacchetto di misure che supporta le famiglie italiane con nuove regole su congedi parentali, assegno unico per i figli, agevolazioni per conciliare vita-lavoro, sostegno allo studio e alle attività scolastiche.

L’obiettivo di questa legge è supportare i genitori, offrendo loro incentivi per crescere i figli, promuovere la parità di genere aiutando anche le donne ad accedere al lavoro e ad avere più flessibilità, e rendere i giovani autonomi.

Oltre all’assegno unico universale (già in vigore dal 1 marzo 2022) che spetta a tutte le famiglie con figli fino a 21 anni, e senza limiti di età per figli disabili, ci sono degli aiuti economici o sgravi fiscali per “affermare il valore sociale delle attività educative e di apprendimento, anche non formale, dei figli” (art. 1 lettera c) legge 7 aprile 2022, n° 32).

All’art. 2 lettera e) sono previste agevolazioni per aiutare le famiglie a pagare:

  • Viaggi di istruzione
  • Attività sportive 
  • Corsi di lingua
  • Corsi di arte, teatro e musica 

In arrivo anche sostegno mirato per la scuola e l’università:

  • Acquisto di libri scolastici
  • Acquisto di beni e strumenti informatici per la scuola
  • Biglietti per musei, parchi naturali e altri eventi e luoghi culturali

Per favorire l’autonomia dei giovani, sarà possibile per le famiglie avere detrazioni sugli affitti pagati dai figli universitari, oltre a incentivi alle coppie giovani per affittare e acquistare la prima casa.

Nei prossimi due anni dovranno essere adottati i decreti legislativi per le misure di attuazione di questa legge.

 

Nuove regole per diventare insegnanti

 

Ancora una volta, nel nuovo millennio, cambiano le regole per diventare docenti. Il 21 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato le nuove regole per insegnare nella scuola secondaria nell’ambito del decreto di attuazione del PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ecco le regole per l’accesso all’insegnamento a partire dal 2022:

  • Avere un titolo universitario che abiliti alla formazione iniziale
  • Superare il concorso pubblico che si tiene ogni anno
  • Superare un periodo di prova come insegnante

La novità principale rispetto alle regole attuali è che non bastano la laurea e il concorso. Ora si torna all’idea del periodo di formazione abilitante che si può fare durante gli studi o subito dopo la laurea. 

Invece di 24 crediti formativi universitari (CFU) in materie socio-psico-pedagogiche, gli aspiranti insegnanti dovranno avere 60 CFU. Dopo il tirocinio, ci sarà un test di valutazione per i futuri docenti. Anche dopo il concorso, ci sarà un periodo di prova di un anno seguito da un’altra valutazione.

Chi già insegna da 3 anni potrà accedere al concorso e avrà 30 crediti universitari. Chi insegna da meno di 3 anni avrà 30 crediti.

Per gli insegnanti che sono già in servizio ci saranno incentivi per la formazione continua. In sostanza, i docenti verranno pagati se svolgono i corsi di formazione al di fuori dell’orario di lavoro.

Questo percorso dovrebbe aiutare a garantire più qualità nell’insegnamento. 

 

Oltre 103.000 ragazzi hanno abbandonato la scuola, soprattutto al Nord 

 

Secondo un articolo del Fatto Quotidiano, nel corso della pandemia oltre 103.000 hanno chiesto di cambiare scuola o hanno abbandonato gli studi. La maggior parte di questi 103 mila studenti non sarà presente agli esami di maturità 2022. In termini assoluti l’abbandono scolastico è più marcato al Nord, che perde 44.846 studenti, che non al Sud, che ne perde 39.588. 

Sarebbe interessante vedere il nuovo studio sulla dispersione scolastica del Miur che riporta le percentuali dell’abbandono rispetto al totale degli studenti.

Una nota positiva: il fenomeno della dispersione scolastica era in calo prima della pandemia, per cui si spera che con la fine dell’emergenza sanitaria e con politiche attive di contrasto, si riduca al di sotto del 10% degli studenti iscritti.

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