TECNICHE D'INSEGNAMENTO, COMPORTAMENTO

Insegnante di sostegno: cosa non deve fare?

Capitoli

  1. Il ruolo dell’insegnante di sostegno
  2. Le competenze di un buon insegnante di sostegno
  3. Quali sono i requisiti per avere un insegnante di sostegno
  4. Cosa NON deve fare un insegnante di sostegno


Ti sei mai chiesto cosa deve o non deve fare un insegnante di sostegno? Deve assistere tutta la classe o dedicarsi unicamente al bambino in difficoltà? Cosa definisce un bravo insegnante di sostegno e cosa no? Scopriamolo insieme.

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Il ruolo dell’insegnante di sostegno

 

L’insegnante di sostegno è colui che promuove l’inclusione dei bambini disabili nell’ambiente scolastico. Il suo ruolo è quello del mediatore: deve facilitare l’apprendimento e la partecipazione dei bambini con disabilità.

I compiti principali dell’insegnante di sostegno sono:

Assistere i ragazzi con disabilità 🤝

L’insegnante di sostegno assiste l’alunno disabile durante le ore a scuola e gli fornisce tutti i materiali e l’aiuto di cui ha bisogno per l’apprendimento. È sua responsabilità elaborare il PEI (piano educativo individuale), cioè una strategia educativa personalizzata che permetta allo studente di far emergere le sue potenzialità.

Spesso lavora a stretto contatto con altri collaboratori (assistenti alla comunicazione per i ragazzi sordi o operatori socio-sanitari nei casi di disabilità gravi) e si relaziona costantemente con la famiglia del ragazzo.

Promuovere una didattica inclusiva 🤗

Il ruolo dell’insegnante di sostegno non è solamente quello di assistere il bambino disabile ma anche quello di promuovere l’inclusione di tutti gli alunni della classe. Infatti, l’insegnante di sostegno collabora con il docente di classe alla redazione del programma didattico e supporta l'intero gruppo di studenti nel processo di apprendimento.

 

Le competenze di un buon insegnante di sostegno

 

Un buon insegnante di sostegno vanta ottime competenze didattiche, pedagogiche e soprattutto comunicative. Gran parte del suo lavoro è infatti di tipo relazionale, sia per quanto riguarda il rapporto tra il bambino disabile e il resto della classe, sia quello tra genitori e scuola. 🏫

Ecco perché un insegnante di sostegno deve necessariamente avere queste tre qualità:

Empatia 💜

Empatia è la parola d’ordine per questo lavoro. Spesso si ha a che fare con bambini autistici o con difficoltà comunicative gravi: saper osservare, decifrare i comportamenti e mettersi nei loro panni è essenziale per poterli aiutare.

Ascolto 👂

Questa qualità è fondamentale soprattutto nel rapporto genitori-insegnanti. La famiglia del bambino disabile ha bisogno di sentirsi ascoltata per essere sicura che le sue priorità vengano rispettate. Allo stesso tempo è importante ascoltare il bambino, le sue necessità e le sue richieste.

Pazienza 🧘‍♂️

Anche con il miglior piano didattico non è detto che il bambino raggiunga subito i risultati sperati. Un buon insegnante di sostegno deve essere paziente e pronto a modificare il suo approccio e le sue strategie di insegnamento se inefficaci.

 

Quali sono i requisiti per avere un insegnante di sostegno?

 

In Italia, secondo la legge 104 del 1992 hanno diritto ad un insegnante di sostegno solamente i bambini e ragazzi a cui è stata diagnosticata una disabilità di tipo fisico, psichico o sensoriale.

Sono esclusi quindi dal sostegno i ragazzi con DSA, che però possono usufruire di programmi di potenziamento, tecnologie assistive e misure dispensative, come verifiche personalizzate o l’autorizzazione ad evitare prestazioni particolarmente problematiche per l’alunno.

 

Cosa NON deve fare un insegnante di sostegno

 

Abbiamo parlato di competenze e qualità che definiscono un buon insegnante di sostegno, ma quali sono gli errori da evitare in una professione tanto delicata? 🙅‍♀️

Trascurare il rapporto con la famiglia

Coltivare un buon rapporto con la famiglia del bambino disabile è una parte importante del lavoro. L’insegnante non agisce mai da solo ma collabora con tutti gli specialisti (anche esterni alla scuola) che seguono il bambino. Flessibilità e apertura al dialogo sono caratteristiche essenziali per instaurare un rapporto di fiducia tra genitori e insegnante.

Sostituirsi al bambino

Il fine ultimo dell’insegnante di sostegno è quello di promuovere l’autonomia e la responsabilità del bambino. Sostituirsi a lui quando si trova in difficoltà nello svolgere un compito è controproducente perché solo attraverso l’esperienza il bambino può crescere ed evolvere. Perciò, se lo studente non riesce a portare a termine una determinata attività, è compito dell’insegnante cercare una strada alternativa per arrivare all’obiettivo. 🎯

Trattare il bambino diversamente

Il bambino non deve mai sentirsi “speciale” rispetto agli altri alunni della classe. Soprattutto sul lato comportamentale è importante che tutti gli studenti siano allo stesso livello e seguano le stesse regole. Certamente alcune disabilità più gravi richiedono un trattamento diverso ma, in generale, l’obiettivo dell'insegnante di sostegno deve essere quello di aiutare il bambino ad integrarsi nel gruppo classe.

Identificare il bambino con la sua problematica

Identificare il bambino con la sua disabilità è un grave errore. Non tutti i ragazzi affetti da sindrome di Down o Asperger sono uguali. Ogni studente è diverso e unico e, anche se presenta caratteristiche comportamentali o fisiche tipiche della sua disabilità, il compito dell’insegnante è quello di guardare oltre e aiutarlo ad esprimere il suo potenziale. 💪

Perdere l’inventiva

Soprattutto con i bambini disabili è necessario avere una massiccia dose di inventiva, dato che a volte coinvolgerli nelle attività della classe sembra un’impresa impossibile. Tutti i bambini imparano più facilmente attraverso il gioco e i bambini disabili sotto questo aspetto sono esattamente come gli altri: il divertimento non va sottovalutato! 🎉

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