ALTRI CONSIGLI, TREND EDUCATIVI

Come rimproverare (e punire) un bambino in modo costruttivo

Capitoli

  1. Rimproverare e punire un bambino? Ecco i nostri consigli 
  2. Come rimproverare proprio figlio
  3. Come punire un bambino

esiste un modo efficace per rimproverare un bambino e fargli cambiare atteggiamento? La sgridata può essere un momento di apprendimento? Ti aiutiamo a scoprirlo.

Come rimproverare un bambino papa e figlia

Rimproverare e punire un bambino? Ecco i nostri consigli 

Punire i bambini è educativo o una pratica inutile? Se non addirittura dannosa? Quando è possibile ricorrere ad una punizione? Negli ultimi decenni le punizioni ai bambini sono state messe molto in discussione, sia nell’ambito familiare che in quello scolastico. Tutti i genitori però, ad un certo punto della crescita dei propri figli, si sono confrontati con dubbi e pregiudizi sulla reale efficacia delle punizioni.   

Il compito dei genitori è quello di far in modo che i figli abbiano tutti gli strumenti adatti per affrontare la vita e diventare degli adulti responsabili. Lo scopo di rimproverare o punire un bambino è quello di fargli capire che non si deve comportare male ma rispettare le regole, per se stesso e per gli altri. ⭐

 

Come rimproverare proprio figlio

Quando ci troviamo a sgridare un bambino, proviamo a tenere a mente queste semplici regole.

️ Il rimprovero deve essere brev

L’attenzione di un bambino è limitata ecco perché portare avanti a lungo una discussione è inutile, se non controproducente. Alcuni psicologi fissano in un minuto il tempo giusto per una sgridata. ⏰

☑️ Se il bambino urla, tu abbassa la voce 

Anche se ci ha fatto perdere la pazienza, dobbiamo provare a spiegare le nostre ragioni con calma, senza che nostro figlio si spaventi per le nostre urla. Possiamo metterci alla sua altezza o stringergli le mani per stabilire un contatto positivo e farlo rimanere concentrato.

️ Il rimprovero deve essere contestualizzat

E’ inutile rinfacciare al bambino tutti i suoi errori o ricordargli tutte le regole che gli abbiamo chiesto di seguire. Per fare in modo che la sgridata sia efficace dobbiamo spiegare in modo chiaro e preciso dove ha sbagliato e perché non deve farlo più. 🙅‍♀️

☑️ Ascolta le ragioni di tuo figlio

Perché ha dato una spinta a un amichetto? Perché ha detto una parolaccia? E’ giusto capire cosa lo ha portato ad una reazione senza dare dei giudizi ma per spiegargli che, se succedesse di nuovo, ci sono altri modi di comportarsi. 📢

☑️ Ogni rimprovero deve concludersi con un abbraccio 

Alla fine di un rimprovero, è fondamentale che il bambino sia rassicurato che mamma e papà lo amano e non sono delusi da lui. Ricordati che non stai punendo il bambino, che non deve sentirsi sminuito, ma il suo comportamento sbagliato. Prova a dire: “Hai fatto una cosa sbagliata” e mai “Sei un bambino cattivo.”  

 

Come punire un bambino

Se sei arrivato alla decisione di punire alcuni comportamenti inopportuni di tuo figlio, tieni a mente questi passaggi semplicissimi: 

🔹 si stabilisce un limite 

🔹 si spiega il motivo della punizione

🔹 si offre un comportamento alternativo

La migliore e più efficace alternativa alla punizione infatti è quella della riparazione del danno: cioè dare la possibilità al bambino di riparare al danno commesso, tutte le volte che questo è possibile. Ad esempio, se il bambino ha messo in disordine oltre ogni limite la sua camera sarà il caso che rimetta tutto a posto. Questo tipo di provvedimento incoraggia il bambino, gli dà un ruolo che lo responsabilizza ed evita a noi genitori inutili urla. ❌ Se i bambini vengono coinvolti in prima persona nel problema, spesso risolvono la situazione in modo creativo e questo li aiuta a crescere imparando dai propri errori.

Il metodo Montessori sostituisce la punizione con la spiegazione al bambino delle conseguenze delle sue azioni. Ecco un esempio, invece di dire: “Se non metti a posto la tua stanza, non guarderai i cartoni 📺” prova a dire: “Se ti sbrighi a mettere a posto la tua stanza, avrai un sacco di tempo per guardare i cartoni‼️”. Il bambino quindi segue le regole perché ha una motivazione per farlo e non perché gli è stato ripetuto più volte di farlo e questo accresce la sua auto-disciplina. 

 

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